Qualche dritta sulla rimozione dei tatuaggi

Vorreste togliere quel tatuaggio fatto per quella vecchia fiamma, che sembrava una grande idea qualche anno fa ma che oggi crea imbarazzo e per di più non piace al vostro coniuge? La Food and Drugs Administration considera gli inchiostri usati nei tatuaggi come cosmetici e interviene a tutelare i consumatori in caso di problemi di sicurezza dell’inchiostro ed anche dei dispositivi laser utilizzati per rimuovere i tatuaggi. La FDA ha autorizzato la commercializzazione di diversi tipi di laser e, di recente, una società del Massachusetts ha ricevuto appunto l’approvazione per rimuovere i tatuaggi e altre lesioni cutanee benigne. Secondo un sondaggio condotto nel mese di Gennaio 2012 da Harris Interactive, 1 su 8 (14%) del 21% degli americani adulti che hanno tatuaggi se ne è pentito e vorrebbe toglierne almeno uno. La Società Americana di Chirurgia Dermatologica (ASDS) riferisce che nel 2011, sono state eseguite ben 100.000 procedure di rimozione di tatuaggi, molte di più rispetto alle 86.000 del 2010. Purtroppo però non è un processo così semplice. Per creare un tatuaggio basta una macchina elettrica che muove un ago su e giù per iniettare l’inchiostro nella pelle, penetrando lo strato più esterno ovvero l’epidermide, e depositando una goccia d’inchiostro nel secondo strato, il derma. Le cellule del derma sono più stabili e permettono all’inchiostro di restare lì per tutta la vita dell’individuo, tant’è vero che un tatuaggio è destinato ad essere permanente. “Un modo efficace e sicuro per rimuovere i tatuaggi è la chirurgia Laser, eseguita da un dermatologo specializzato in rimozione del tatuaggio”, afferma Mehmet Kosoglu della FDA, il quale esamina le domande di nulla osta all’immissione in commercio di dispositivi laser. “Laser” è l’acronimo di Light Amplification mediante emissione stimolata di radiazione. Il laser pulsato, che emette energia luminosa concentrata in piccoli gruppi, o impulsi, è stato utilizzato per rimuovere i tatuaggi per più di venti anni. Tuttavia, può essere un processo faticoso e la rimozione completa, senza cicatrici, a volte non è possibile. “Ottenere l’approvazione della FDA significa essere conformi ai requisiti per la sicurezza e l’efficacia”, secondo dermatologo Markham Luca. Altri metodi consistono nella dermoabrasione e nell’escissione, tagliando via la zona del tatuaggio e poi suturando la pelle. Ci sono anche metodi fai-da-te tramite unguenti e creme acquistabili online che però l’FDA non ha approvato e di cui non è a conoscenza di alcuna prova clinica. Tali prodotti provocano reazioni inaspettate, come eruzioni cutanee, bruciore, cicatrici o cambiamenti nella pigmentazione della pelle. Il Laser consiste nell’inviare impulsi ad alta intensità di energia che passano attraverso l’epidermide e sono selettivamente assorbiti dal pigmento del tatuaggio. Così, il laser rompe il pigmento in particelle più piccole, rendendole metabolizzabili o eliminabili dal corpo, oppure possono essere trasportate e immagazzinate nei linfonodi o in altri tessuti. Il tipo di laser impiegato dipende dai colori del pigmento del tatuaggio, poiché ogni colore d’inchiostro assorbe diverse lunghezze d’onda della luce e tatuaggi multicolori possono richiedere l’uso di laser multipli. I colori più chiari, come il verde, il rosso e il giallo, sono più difficili da rimuovere, a differenza di quelli più scuri, come il blu e il nero. Il fatto di sentire o no dolore durante la rimozione dipende dalla personale soglia del dolore. Un dermatologo esperto saprà regolare il trattamento in base al livello di comfort del paziente. In generale, secondo l’American Academy of Dermatology, la procedura richiede più trattamenti (in genere da sei a dieci) in base alle dimensioni di un tatuaggio e ai colori, e richiede qualche settimana di tempo di riposo tra le procedure. Alcuni effetti collaterali possono includere sanguinamento, arrossamento o dolore, nessuno dei quali dovrebbe durare a lungo. L’ASDS ha una lista completa dei medici dermatologici specializzati in rimozione del tatuaggio. I consumatori sono tenuti a segnalare avversi (negativi) reazioni da tatuaggi, così come i problemi con la rimozione del tatuaggio, a MedWatch della FDA.

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